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Ebook Cesare Pavese. La poesía completa (Volumen 1) by Cesare Pavese read! Book Title: Cesare Pavese. La poesía completa (Volumen 1)
The author of the book: Cesare Pavese
Edition: Papeles Privados
Date of issue: August 31st 2001
ISBN: No data
ISBN 13: No data
Language: English
Format files: PDF
The size of the: 23.47 MB
City - Country: No data
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“Un tempo nel mondo si sono cantate forse altre cose, ma ora, che cosa cantare altro che ebbrezze? Ebbrezze di vino, di poesia, ebbrezze di amore, di sigarette e di rinuncia?”

Il Pavese poeta lo conoscevo, finora, soltanto con ‘Verrà la morte e avrà i tuoi occhi’. E pensare che per se stesso Pavese era più poeta che prosatore. Non riconoscere questa parte di lui, questa parte considerevole e magnifica, è in certi sensi come fargli un torto. E non sia mai che vogliamo far torto al nostro Cesare bello.
L’antologia che ho per le mani offre al lettore la possibilità di spaziare su un campo lunghissimo. Oltre alle celebri raccolte ‘Lavorare stanca’ e ‘Verrà la morte e avrà i tuoi occhi’ contiene infatti la produzione giovanile, ancora acerba, dello scrittore, quella in cui l’uomo-il bambino terribile-Pavese strilla più acute le sue sofferenze e ci si mostra senza il velo della finzione poetica.
La caratteristica principale della poesia di Pavese è il suo andamento quasi prosaico, il suo impasto terroso che la rende consistente e piacevole alla lettura. Il ritmo è sempre lo stesso, il ritmo antico dei solchi e delle valli che tanto ben conosce chi l’ha sperimentato in ‘La luna e i falò’. Soprattutto la somiglianza la si avverte in ‘Lavorare stanca’, descritta dal poeta come ‘l’avventura dell’adolescente che, orgoglioso della sua campagna, immagina consimile la città, ma vi trova la solitudine e vi rimedia col sesso e la passione che servono soltanto a sradicarlo e gettarlo lontano da campagna e città, in una più tragica solitudine che è la fine dell’adolescenza’. Tra i componimenti che ho preferito figurano: ‘I mari del Sud’, ‘Antenati’, ‘Pensieri di Deola’, ‘Lavorare stanca’, ‘Pensieri di Dina’, ‘Estate’, ‘Agonia’.

Bellissime – quasi superfluo dirlo – le due raccolte ‘La terra e la morte’ e ‘Verrà la morte e avrà i tuoi occhi’, in cui il respiro mitico e sanguigno somiglia più a quello dei ‘Dialoghi con Leucò’. Il mito e la campagna, il mito-della-campagna, due elementi inscindibili nella produzione pavesiana. Ma soprattutto si affacciano i due mostri sacri in continua lotta per il possesso del suo spirito: l’Amore e la Morte. Può sembrare un binomio banale, un binomio così abusato da essere cliché, ma talmente sentito e vissuto dal poeta da improntarci tutta la propria esistenza.
Quando penso a Pavese, mi avviene di immaginarlo come un innamorato della vita, un innamorato folle, deluso e vendicativo. Un bambino irrequieto che scrolla il suo giocattolo perché non funziona più. Un adolescente così arrabbiato da minacciarla col coltello, quella vita che l’ha tanto respinto. Pavese la minaccia e si inventa un ideale di Morte, l’ideale di una morte eroica con cui vendicarsi da tutti i torti e nella quale, infine, redimersi. Due cose potrebbero portargli l’amore della vita, la gloria poetica (un desiderio fortissimo già nei primi anni) e l’amore per una donna. In Pavese l’amore è forza salvifica che storna il dolore della vita ma che, allo stesso tempo, è esso stesso distruzione, attraverso la gelosia, il possesso, l’abbandono. Il modo più puro e anche più doloroso di amare è l’amare nel ricordo, nel sogno, quella donna, quella sartina bionda che un giorno è stata nostra e che adesso non possediamo più. Quella donna che con le sue carezze ci ha sottratto al capriccio di una morte ventenne e che adesso ci scaraventa di nuovo nell’abisso di una solitudine immensa o di una fine necessaria.
Nelle poesie giovanili di ‘Rinascita’ Pavese ha appena vent’anni, ma dentro ne sente il doppio. Ama come un uomo adulto e come un uomo adulto e disperato, senza speranze, vuol morire. Non vorrebbe morire, se potesse vivere. Ma non può, non riesce, continuamente è deluso.
Cesare, Cesare, più ti conosco e più penso che una carezza non ti sarebbe bastata. Più ti conosco e più penso che la tua fame di carezze era insaziabile. Non bastavano donne, non bastava un mondo, non bastava una vita per saziarla.


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Read information about the author

Ebook Cesare Pavese. La poesía completa (Volumen 1) read Online! Pavese was born in a small town in which his father, an official, owned property. He attended school and later, university, in Turin. Denied an outlet for his creative powers by Fascist control of literature, Pavese translated many 20th-century U.S. writers in the 1930s and '40s: Sherwood Anderson, Gertrude Stein, John Steinbeck, John Dos Passos, Ernest Hemingway, and William Faulkner; a 19th-century writer who influenced him profoundly, Herman Melville (one of his first translations was of Moby Dick); and the Irish novelist James Joyce. He also published criticism, posthumously collected in La letteratura americana e altri saggi (1951; American Literature, Essays and Opinions, 1970). His work probably did more to foster the reading and appreciation of U.S. writers in Italy than that of any other single man.

A founder and, until his death, an editor of the publishing house of Einaudi, Pavese also edited the anti-Fascist review La Cultura. His work led to his arrest and imprisonment by the government in 1935, an experience later recalled in “Il carcere” (published in Prima che il gallo canti, 1949; in The Political Prisoner, 1955) and the novella Il compagno (1947; The Comrade, 1959). His first volume of lyric poetry, Lavorare stanca (1936; Hard Labour, 1976), followed his release from prison. An initial novella, Paesi tuoi (1941; The Harvesters, 1961), recalled, as many of his works do, the sacred places of childhood. Between 1943 and 1945 he lived with partisans of the anti-Fascist Resistance in the hills of Piedmont.

The bulk of Pavese's work, mostly short stories and novellas, appeared between the end of the war and his death. Partly through the influence of Melville, Pavese became preoccupied with myth, symbol, and archetype. One of his most striking books is Dialoghi con Leucò (1947; Dialogues with Leucò, 1965), poetically written conversations about the human condition. The novel considered his best, La luna e i falò (1950; The Moon and the Bonfires, 1950), is a bleak, yet compassionate story of a hero who tries to find himself by visiting the place in which he grew up. Several other works are notable, especially La bella estate (1949; in The Political Prisoner, 1955). Shortly after receiving the Strega Prize for it, Pavese committed suicide in his hotel room by taking an overdose of pills.



Reviews of the Cesare Pavese. La poesía completa (Volumen 1)


ELLIOTT

Interesting and nontrivial story

CHARLES

Light fiction for Cloudy day

HOLLIE

On one Breath

HARVEY

The beginning is exciting, but at the end of the book is just a very template.

SCARLETT

You need to drive a phone number to protect against robots.




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